I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – Essere se stessi.

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Il 20 novembre si celebra la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

E ho deciso di parlarne qui, perché è un tema che mi sta a cuore e perché, già da piccoli possiamo (e abbiamo il diritto di) proteggere e coltivare la nostra unicità.

Possiamo (e abbiamo il diritto di) imparare a rispettare noi stessi e gli altri.

Quindi mi chiedo: come adulti cosa facciamo per garantire questo diritto ai nostri figli e ai giovani con cui entriamo in contatto?  

Diamo ai bambini e ai ragazzi la possibilità di esprimersi, riconoscere e coltivare i propri talenti?

E come contribuisco io?

A volte ci dimentichiamo di alcuni diritti che possono sembrare “superflui”, ma che sono bisogni fondamentali.  

Allora condivido con te due spunti!

Primo spunto: una cosa che ho letto

“La scuola elementare statale di Serravalle d’Asti non dà compiti, per insegnare a dare il proprio meglio in orario di lavoro, dedicando il tempo libero alla messa a frutto degli apprendimenti scolastici…. per la VITA!” (Giampiero Monaca su Facebook)

Mi è piaciuta moltissimo perché ci fa guardare un tema a volte “scontato”, come quello dei compiti a casa, da un punto di vista diverso e più ampio.

Compiti spesso considerati qualcosa di indispensabile in ogni ordine e grado di scuola. E invece, possono esserci approcci diversi e, soprattutto, un’ organizzazione didattica e pedagogica che permette di imparare anche senza compiti, trasformando questa “mancanza” in un grande valore aggiunto.

Ed è uno spunto utile anche per noi grandi! Siamo capaci di dare davvero il meglio e organizzarci in modo efficiente durante le ore di lavoro, per riuscire ad avere anche tempo libero da dedicare ad altro? Riusciamo ad attuare un buon work-life balance nella nostra quotidianità?

E se si cominciasse fin da piccoli?

A me sembra davvero un’ottima idea!

Ed è un buon modo per rispettare e mettere in pratica l’art.31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.  Che sancisce il diritto al riposo , al tempo libero e al gioco.

P.S. Giampiero Monaca è un insegnante di scuola elementare, e porta avanti il progetto Bimbi Svegli (in una scuola pubblica). Come?  “ Basandosi sulla costante osservazione, sperimentazione e verifica dei bisogni, delle caratteristiche, della risposta agli stimoli del gruppo classe e dei singoli bambini con i quali gli insegnanti condividono il percorso di coeducazione”.

Secondo spunto : un articolo interessante  

Un’analisi degli adolescenti e del nostro modo di comunicare (anche nel marketing) e uno sprono ad un approccio empatico e rispettoso.

Ne riporto alcune parti, ma puoi leggerlo tutto sul blog dell’autrice Paola Monisso.

“Chi fa parte della Generazione X (identificata con gli anni 1965-1980) come me e ha un figlio della Generazione Z (anni 1997-2011) forse non sa che il gap sia di ben 2 generazioni, e si trova di fronte persone (che oggi sono adolescenti o giovani adulti) con un modo di vivere la socialità e il quotidiano profondamente diverso dal nostro, non per questo peggiore o migliore. […] devo creare modelli educativi nuovi per catturare la loro attenzione e fiducia.

Mi piace perché propone un rapporto con i ragazzi che non si basa sul giudizio, o su prove di forza (spesso la strada più “comoda”). Ma al contrario sul rispetto, sul mettersi nei panni degli altri, sul riconoscere e valorizzare le caratteristiche e l’unicità di ciascuno (non sempre facile).

E questi sono aspetti importanti per un’educazione che sviluppi davvero la personalità e le capacità di bambini e ragazzi ( diritto sancito dall’art. 27), permettendogli di esprimere sempre la migliore e più autentica versione di sé.

P.S. Paola Monisso è consulente in Marketing Strategico, Web Marketing e Comunicazione e docente di scuola superiore.

Se vuoi leggere la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la trovi qui, sul sito di Unicef. Mentre Save the Children ne propone una versione illustrata per i bambini che puoi scaricare qui.

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